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Riflessologia Plantare

riflessologia plantare Storia

Il massaggio zonale ha un'origine antichissima, che risale a 5000 anni fa; varie testimonianze attestano l'uso di tale metodo in Cina, in India, nella civiltà egizia e in America (sembra infatti da alcune incisioni che tale pratica fosse adottata fin dai tempi delle tribù Incas e Maya). In Cina si praticava una forma di digitopressione che seguiva principi simili a quelli dell'agopuntura; nel 2700 a.C., nel Nei Jing, il più antico trattato di medicina cinese, si parla del massaggio riflesso del piede. La riflessologia si diffuse in India circa mille anni prima di Cristo. In Kerala molte infermità anticamente venivani curate con una pressione delle mani, ancora oggi utilizzata da esperti di quest'arte tradizionale. In Egitto nella tomba di Ankhm'abor, nota come "la tomba del medico", è stato rinvenuto un dipinto murale che illustra un trattamento di riflessologia delle dita dei piedi e delle mani, e che è stato fatto risalire al 2330 a.C.
Nel corso dei secoli si hanno saltuariamente notizie su questo tipo di massaggio: nelle cronache medievali si parla di due medici dell'Europa centrale, Adamus a A'tatls, che praticavano questo metodo intorno alla fine del 1500 con successo; la riflessologia tedesca Hanna Marquardt ricorda nei suoi scritti che anche lo scultore fiorentino Benvenuto Cellini usava praticare compressioni su mani e piedi per curarsi dai suoi mali.
Dobbiamo i primi studi scientifici sulla terapia zonale al medico e chirurgo otorinolaringoiatra americano William H. Fitzgerald (1872-1942).
Egli si laureò all'Università del Vermont e lavorò in importanti ospedali sia a Londra che a Vienna. L'inizio delle sue ricerche in questo campo fu quasi casuale; egli rimase infatti sorpreso dal fatto dipoter talvolta eseguire un'operazione al naso o alla gola senza far provare dolore al paziente, mentre altre volte la stessa operazione provocava dolori insopportabili. Egli scoprì che nel primo caso il paziente praticava delle pressioni su alcune parti della mano.
Osservando gli sciamani pellerossa che tramite la stimolazione di punti riflessi di mani e piedi ottenevano effetti analgesici, e ripensando agli antichi metodi di digito-pressione cinese che aveva potuto studiare durante i suoi soggiorni in Europa, ebbe le prime intuizioni del suo metodo. Lo scopo di Fitzgerald era quello di ottenere un effetto antidolorifico, anche per evitare l'uso dell'oppio.
Nel 1913 egli comunicò le sue scoperte ai colleghi dentisti, che cominciarono ad usare la tecnica di pressione al posto degli anestetici.
Il dottor Fitzgerald fu anche il primo studioso a pubblicare un trattato su questa terapia; nel 1917, in collaborazione con il dottor Edwin F. Bowers, pubblicò il suo primo volume sull'argomento: Zone Therapy, or Relieving pain at Home - La Terapia Zonale, ovvero alleviare il dolore a casa. Dagli studi approfonditi del dottor Fitzgerald nacquero le prime mappature di mani e piedi.
Il massaggio zonale si diffuse rapidamente negli Stati Uniti, anche per merito del dott Joe Riley, che raffinò la tecnica e fece disegni e diagrammi minuziosi; nel 1919 pubblicò anche un libro, Zone Therapy Simplified - Terapia Zonale Semplificata.
L'americana Eunice D. Ingham, inizialmente incoraggiata da Riley, di cui era allieva, intuì che i piedi erano notevolmente più sensibili alla pressione che le mani. Considerandoli quindi come parte centrale del trattamento, in seguito mise a punto una tecnica di massaggio per compressione, l'Ingham Reflex Method of Compression Massage - Il metodo Ingham di massaggio sui riflessi per compressione.
Nel 1973 venne fondato l'Istituto Internazionale di Riflessologia, per continuare il lavoro a cui la Ingham dedicò quasi tutta la sua vita.
Oggi il valore terapeutico del massaggio zonale è del tutto accertato e continua a diffondersi e a svilupparsi nel mondo occidentale.

Principi

Tutto il corpo umano è sede di punti riflessi che è possibile stimolare per lenire dolori e tensioni.
Nei piedi e nelle mani, esistono zone riflessogene collegate a tutte le parti del corpo; attraverso le estremità inferiori e superiori è quindi possibile stimolare l'intero organismo. I piedi possiedono aree riflessogene sulla pianta, sul dorso e anche sui bordi.
Gli organi che si riflettono meglio sono quelli che presentano una maggiore innervazione, come l'apparato digerente, quello urinario e quello genitale, e quelli che, se infiammati, provocano dolore acuto, come le orecchie e i denti; gli organi più compatti, come il fegato, si riflettono con maggiore difficoltà.
La stimolazione viene effettuata su punti ben precisi, in modo che il cervello decifri il messaggio e lo trasmetta poi all'organo interessato.

Effetti

Il massaggo zonale stimola la circolazione sanguigna e linfatica, contribuendo all'eliminazione delle tossine, riduce la tensione e da ottimi risultati in caso di dolori articolari, mal di schiena, artrosi cervicale, lombalgie e sciatalgie, emicranie, problemi mestruali e digestivi, allergie e disfunzioni ormonali.
Dopo una seduta di riflessologia plantare si può percepire una sensazione generale di rilassamento e benessere.

Controindicazioni

Nella riflessologia plantare vi sono alcune controindicazioni relative delle quali è bene parlarne, prima del trattamento, con l'operatore; come il diabete insulino dipendente, dopo il trattamento bisogna controllare il livello di glicemia prima di prendere una pastiglia o l'insulina.
NO i primi 3 mesi di gravidanza, NO in presenza di lesioni o ferite ed attenzione ad anziani con osteoporosi.
SI ai bambini. Nessuna controindicazione in caso di mestruazioni, prima o dopo i pasti e tumore.



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