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Linfodrenaggio Manuale

linfodrenaggio Storia

Nel IV secolo a.C., nell’antica Grecia le scuole di Ippocrate e Aristotele già menzionano l'esistenza di formazioni anatomiche non contenenti sangue, ma un liquido incolore denominato "sanies".
Herofilo, studioso greco di anatomia, descrisse l’esistenza dei vasi linfatici scoperti durante lo studio dell’apparato digerente e gli stessi vasi vennero minuziosamente descritti da Erisistrato. Studiosi arabi come Avicenna e Rhazes descrissero l’esistenza della circolazione linfatica nei secoli X - XI d.C.
Fino a non molto tempo fa il sistema linfatico è stato uno sconosciuto. Si deve giungere al XVII secolo d.C. per avere studi più approfonditi sull'argomento. Lo scienziato Gaspare Aselli (1581-1626), cremonese, scoprì i vasi linfatici presenti nell’intestino di un cane, denominandoli "venae lacteae", volendo con questo termine indicare la qualità cromatica del loro contenuto, che appariva bianco latte anziché rosso. Jean Pecquet (1622-1674) a Montpellier isola la "cisterna del chilo" (o detta anche cisterna di Pecquet).
Il danese Thomas Bartholin, noto in italiano come Tommaso Bartolino (Copenaghen 1616 -1680), è stato un anatomista famoso per essere stato il primo a descrivere completamente il sistema linfatico umano (1652), individuando nell’angolo succlavio - giugulare di sinistra lo sbocco del dotto toracico che, seguendo la terminologia usata dal Dr. Vodder, prende il nome di "terminus".
Nella stessa epoca lo svedese Olaus Rudbeck (1630 -1702), fu uno dei primi scopritori del sistema linfatico nel 1651, quand’era ancora giovane, assicurandosi così una precoce carriera. Circa un secolo dopo Paolo Mascagni, illustre anatomista, nato a Pomarance, in provincia di Pisa (1755-1815) approntò una mappa dei vasi linfatici dell’arto inferiore e nel 1787 pubblicò il suo trattato più conosciuto, il "Vasorun lymphaticorum corporis humani historia et iconographia".
Anche l’anatomista fracese Philibert-Marie-Constant Sappey (1810-1896) ideò una procedura per definire e delineare il sistema linfatico; iniettando mercurio nella pelle di un cadavere poté visualizzarne correttamente i vasi linfatici. Mise così a punto una mappa, ancora validissima dal punto di vista descrittivo, comprendente la descrizione dei vasi linfatici e dei linfonodi di tutto il corpo umano. La sua opera più importante è il "Traité d'anatomie descriptive". A continuare gli studi di Sappey fu Henri Rouvière (1876-1952) nato in Francia, ricordato per la sua pubblicazione del 1932 "Anatomie des Lymphatiques de l'Homme". Fu professore di anatomia e grazie ad uno studio approfondito crea la classificazione dei linfonodi umani e ne associa le regioni di drenaggio.
Dopo varie teorie, si giunse alla "legge di Starling" un’equazione formulata nel 1894 dal fisiologo inglese Ernerst Starling (1866-1927) riguardante la filtrazione e il riassorbimento del liquido, teoria tuttora valida, anche se deve essere integrata da altri concetti.
Il primo a gettare le basi di manovre manuali per trattare i disturbi linfatici, soprattutto a livello di edemi delle estremità, fu il chirurgo austriaco-belga Alexander von Winiwarter (1848-1917), che era nativo di Vienna. La sua metodica cadde in disuso fino a che il danese Emil Vodder (1896-1986) riprese gli studi e sviluppò il linfodrenaggio manuale così come lo studiamo e applichiamo oggi.
Egli compì studi di biologia, botanica, mineralogia, medicina, citologia e microscopia presso l’Università di Copenaghen, all’Ospedale Reale e al sanatorio di Skodsborg studiò fisioterapia e dietologia. Conseguì il dottorato in filosofia nel 1928 a Bruxelles. Si stabilì in Francia nel 1929 con sua moglie Estrid (naturopata) e lavorarono a Cannes e Juan les Pins come esperti di massoterapia.
Avevano allora come pazienti, degli inglesi che soggiornavano in tale zona per la cura delle loro malattie da raffreddamento che, condizionate dal clima umido del loro Paese avevano assunto un carattere cronico. I Vodder constatarono che tutti i pazienti presentavano noduli linfatici tumefatti in corrispondenza del collo.
Allora il sistema linfatico era tabù per massaggiatori e medici, Vodder osò rompere il tabù, trattò istintivamente tali nodi linfatici tumefatti ed ebbe successo.
Nel 1936 Vodder insieme alla moglie presenterà la sua tecnica denominata "Drenaggio Linfatico Vodder" a Parigi durante il Congresso d'Estetica "Salute e Bellezza".
Dopo la seconda guerra mondiale Emil Vodder e sua moglie Estrid hanno diffuso il metodo nei Paesi europei tenendo conferenze, dimostrazioni e cicli di insegnamento.
Questa attività da pioniere ha attirato l'attenzione di massaggiatori, esperti in cosmetica e medici, cosa che ha condotto alla fondazione di una "Società per linfodrenaggio manuale del Dr. Vodder" nel 1967, il cui compito era di trovare fondamenta scientifiche agli effetti del D.L.M. e di formare in modo ottimale i singoli gruppi professionali. Detta società fondata nel 1967 venne integrata nel 1976 nella società tedesca di Linfologia, quale sezione di "linfodrenaggio terapeutico" e "linfodrenaggio cosmetico-dermatologico”. La scuola Dr. Vodder fornisce il metodo originale insegnandolo senza falsificazioni. Lo scopo di questa scuola è di diffondere il Drenaggio Linfatico Manuale di Vodder nell'ambito della formazione professionale di massaggiatori e esperti di cosmesi, di coordinare l'insegnamento, di seguire il lavoro degli insegnanti, per un aiuto all'essere umano grazie a questo metodo.
Altri nomi di spicco Asdonk, Kuhnke, Leduc in Belgio, Foldi in Germania questi sono nomi che non possiamo dimenticare nella storia del metodo terapeutico detto conservativo degli edemi tessutali.

Principi

Il Drenaggio Linfatico Manuale accelera il processo di cicatrizzazione e contemporaneamente asporta il liquido che causa l’edema ed eventuali agenti patogeni o comunque corpi estranei.
Il linfodrenaggio viene eseguito principalmente in base ai dettami di due scuole.
Entrambe le scuole di linfodrenaggio si basano sugli stessi principi: la principale differenza tra le due sta nel tipo di movimento usato.
Emil Vodder fu il primo a studiarne le caratteristiche, ma Albert Leduc, docente di riabilitazione motoria presso l'Università di Bruxelles e fondatore del Gruppo Europeo di Linfologia, ha il pregio di averne perfezionato la tecnica e studiato su base sperimentale l'effetto, pur con limiti formali e su campioni ristretti.
Il linfodrenaggio di Vodder è una sequenza che ha come caratteristica inderogabile "l’apertura" sul collo di alcuni punti come profundus e terminus, corrispondenti a linfonodi, dotto toracico e la grande vena linfatica con il conseguente svuotamento.
L’apertura consiste in una combinazione di movimenti circolari - rotondi o ovali, eseguiti con una pressione di circa 40 gr. quindi superficiali che spingono la pelle, senza strisciarvi sopra.
Dopo di che si sceglie un distretto corporeo da massaggiare, (arti superiori, arti inferiori, etc.) in quanto il metodo Vodder non può essere applicato su tutto il corpo nella medesima seduta. Se andrò a lavorare sull’arto inferiore proseguirò con lo scarico dell’inguine e successivamente tratterò la coscia. Inoltre più è molle il tessuto, più leggero è il massaggio. La particolare tecnica di massaggio costituisce la caratteristica principale del Drenaggio Linfatico Manuale di Emil Vodder.
La tecnica di Leduc si basa su un numero più limitato di manovre, e propone una serie di protocolli di trattamento in base al tipo di disturbo. Il bendaggio dell'arto edematoso è parte integrante della cura: non dovrebbe essere compressivo e andrebbe applicato dalla periferia verso il centro.
Leduc sottolinea la necessità di adattare il drenaggio manuale al caso particolare: i principi devono servire solo come filo conduttore. La sola regola da non trasgredire mai è la delicatezza della manovra.

Effetti

I campi nei quali il Drenaggio Linfatico Manuale trova impiego sono sia medico sia estetico. I benefici effetti del DLM sono infatti molteplici e ad oggi non tutte le sue potenzialità sono state scoperte e sfruttate.
Le principali indicazioni sono l’effetto antiedematoso, esso favorisce infatti la circolazione linfatica, aumentandone la velocità di scorrimento, permettendo in questo modo la riduzione dell'edema, sia linfatico, sia di altra origine, come può avvenire nel periodo premestruale, nelle donne in gravidanza, dopo aver subito l’asportazione della vena safena, dopo l’esecuzione di procedure sclerosanti sulle varici o a seguito d’interventi di mastectomia.
Utile anche per eliminare gli edemi che si formano dopo un intervento di chirurgia plastica ed estetica, qui l’ideale sarebbe eseguire i trattamenti sia prima che dopo l’intervento. Anche gli edemi allergici e post-traumatici (distorsione o rimozione di apparecchio gessato) traggono benefici dal DLM. Ma anche a seguito di interventi chirurgici di sostituzione protesica i soggetti possono trovare giovamento sottoponendosi ad alcune sedute di Drenaggio Linfatico Manuale. Tutto questo è da intendersi come misura sussidiaria e non sostitutiva alla terapia medica o fisioterapica.
Effetto sulle difese immunitarie in quanto vengono potenziate attraverso il massaggio dei linfonodi; si aumenta la resistenza dell'organismo alle infezioni, non va applicato però in fase acuta perché ne favorirebbe la disseminazione. E ancora attraverso il drenaggio linfatico manuale avviene un generale rinnovamento del liquido intercellulare o interstiziale. Alexis Carrel, proprio per questa scoperta, fu insignito del premio Nobel nel 1964, dimostrò che l'apporto continuo di linfa fresca è essenziale perché le cellule possano rigenerarsi garantendo all'organismo una vita più lunga e sana. Si può comprendere facilmente l'effetto cicatrizzante che questo metodo possiede, anche in caso di piaghe torbide, da decubito, o di ulcerazioni difficilmente curabili con i normali metodi. Attraverso l'accelerazione del flusso linfatico, vengono asportate le sostanze ad azione irritante, che impediscono la detersione della ferita, e con l'arrivo di linfa fresca giungono anche principi nutritivi, con azione plastica e ricostruttiva del tessuto.
Altrettanto facile da comprendere è l'effetto benefico sulla microcircolazione, poiché viene migliorata la mobilità propria dei vasi e una accelerazione dei processi di filtrazione-riassorbimento a livello capillare sanguigno. Notevole è l'effetto rigenerante, particolarmente evidente nelle persone anziane, o in campo ortopedico con una più rapida costituzione del callo osseo in caso di fratture composte, o in dermatologia con la cicatrizzazione delle ragadi del capezzolo, durante l'allattamento. I movimenti lenti e ritmati del Drenaggio Linfatico Manuale hanno un effetto sedativo e rilassante favorendo un sonno fisiologico ai soggetti stressati o particolarmente affaticati.
L'azione antalgica e rilassante è particolarmente utile sulle contratture muscolari, sugli strappi o sulle distorsioni, cui associa anche un effetto antiedematoso.

Controindicazioni

Vi sono due tipi di controindicazioni nel trattamento del linfodrenaggio manuale: assolute e relative.
Le controindicazioni assolute sono: infezioni in fase acuta, tubercolosi, tumori maligni accertati o sospetti.
Le controindicazioni relative sono: insufficienza renale, insufficienza cardiaca, asma, ipertiroidismo, vagotonia.

A cura di Laura Tipaldo


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